Il Marchio Dinky Toys

Se volessimo parlare della nota marca inglese DINKY TOYS, non basterebbe un volume intero!

La Dinky Toys fu un marchio che produsse modellini di veicoli inizialmente in lega di zinco, successivamente in zamak dal 1934 al 1979.
La sua storia inizia nel lontano 1901 a Liverpool, quando Frank Hornby inventò e brevettò il famoso gioco di costruzione in metallo chiamato “Meccano”.
Successivamente, dal 1920, con il marchio Hornby (che esiste ancora sul mercato!) realizzò prima trenini giocattolo ed in seguito quelli elettrici.
Nei primi anni 30 furono prodotti come accessori per i plastici ferroviari, modellini di automobili denominati “Dinky Toys” e, dal 1951, per questi modellini fu adottata la scala internazionale 1/43.
Negli anni ’50 la ditta britannica aumentò la propria produzione nonché la qualità dei suoi modelli.
Inizialmente erano piuttosto semplici, solo carrozzeria, pianale e ruote, poi vennero inseriti i vetri ed ancora dopo gli interni.
Nelle foto allegate si vede una Volkswagen Maggiolino del 1956 ancora senza i vetri ed interni dell’abitacolo, invece la Citroen DS19, sempre del 1956, fu prodotta con i vetri.

Da notare le classiche scatoline gialle della produzione degli anni ’50 e ’60.
Negli anni successivi i modelli diventarono sempre più belli e raffinati, con interni, parti apribili, molleggio, ruote sterzanti ecc. (vedere le foto successive).
Vennero riprodotte autovetture, camion, aerei, astronavi, navi, veicoli di tutti i tipi.
Successivamente, a causa delle concorrenza internazionale, delle mode e dal cambiamento degli interessi dei bambini verso altri motivi di svago, l’azienda entrò in crisi e nel 1979, fallì.
Il marchio Dinky Toys venne acquistato dalla Matchbox e successivamente dalla multinazionale americana Mattel.
Nel periodo del massimo successo i modelli Dinky Toys vennero prodotti anche da fabbriche Francesi, Spagnole e del Portogallo.
Oggi molti modelli Dinky hanno raggiunto quotazioni altissime, specialmente se sono in ottime condizioni e con la loro scatola.
Prima si salutarvi, vi segnalo che ultimamente è stata commercializzata in edicola una collezione di copie perfette di questi modellini e, nel caso non si avesse la possibilità di acquistare gli originali, potrete comunque godere di  queste repliche eccellenti.

Nico

Modellini Grisoni

Ricordate i modellini di motociclette della Grisoni?

Chi è negli “anta”, probabilmente si!!!
Erano delle riproduzioni (purtroppo non ricordo in che scala) che si acquistavano per poche lire in edicola negli anni 70’ ed 80’.
Presentavano le più belle moto di quegli anni.
Vespa, Lambretta, Harley Davidson, Suzuki, MV Agusta, Benelli, Yamaha, ecc., quasi tutte furono realizzate da questo Marchio.
Venivano vendute disassemblate. La confezione conteneva una dozzina circa di pezzi in plastica che si assemblavano ad incastro con colori sgargianti e spesso improponibili.
La qualità dei materiali ed il “gusto” della realizzazione, ad un bambino di quell’epoca non interessava, visto che aveva tra le mani una riproduzione (anche piuttosto buona) coloratissima con ruote girevoli e manubrio sterzante, con la quale giocare e giocare per ore!
Questi modelli venivano venduti in bustine trasparenti con allegato un foglietto a colori con un disegno o con una foto del soggetto negli anni 70’, oppure, negli anni ’80, in scatoline di cartone con una buona illustrazione ed allegato un conduttore snodato in tuta e casco.
Ancora oggi questi modelli si possono trovare su Ebay o in qualche mostra scambio a prezzi ragionevoli.

Nico

I soldatini della Baravelli

Nell’immensa gamma di giocattoli prodotta e commercializzata dalla Baravelli, non potevano mancare i soldatini.
Agli inizi degli anni 70’, visto il grandissimo successo dei soldatini in scala H0/00 (scala circa 1/76 1/72) dell’inglese Airfix (famosa produttrice anche di scatole di montaggio di tutti i tipi e formati) commercializzate in belle e piccole scatoline di cartone denominate “blue box”, la bolognese Baravelli decise anch’essa di dire la sua in questo florido mercato.

Nel 1970 presentò la serie “Minizero” in scatole simili, per grafica e dimensioni, alle Airfix, ma di qualità nettamente più bassa.
I soldatini infatti non erano prodotti dalla Baravelli, ma commissionati alla Giant di Hong Kong, ed arricchiti nella confezione con improbabili mezzi e veicoli.

Furono commercializzati per ventiquattro settimane. Alcuni erano sicuramente interessanti, ma diversi modelli si rivelarono abbastanza banali.
Questa prima serie aveva, come maggior pregio, il costo di 80 lire, cifra che in quei tempi risultò molto aggressiva per il mercato.
Dal momento che si dimostrava “sfacciatamente” simile all’Airfix, venne chiamata anch’essa dai collezionisti “blue box” e commercializzata dal 1970 al 1973.

La seconda serie (dal 1973 al 1977) aveva una grafica differente, forse leggermente più curata nella confezione.
Le scatole riportavano un titolo in banda rossa con bandiera della nazione di appartenenza e le fiancate erano anch’esse di colore rosso.
Venne denominata “Red Box” ed il suo prezzo salì a 100 lire (sempre notevolmente più basso rispetto alle Airfix ed allineato alla nascente Atlantic).

Tutte le boxart delle due serie, erano stupendamente realizzate dall’illustratore Gino Pallotti. Dopo un iniziale successo però, le vendite cominciarono a calare, al punto che la Baravelli, all’incirca nel 1977, decise di cessarne la produzione, ormai subissata dal crescente successo della concorrente Atlantic.

In conclusione, sebbene al tempo furono commercializzate svariate migliaia di unità, risulta abbastanza difficile per un collezionista reperire una confezione in buono stato, in particolar modo quelle della prima serie.

Nico

La Rio

Cominciamo a parlare di collezionismo modellistico, la mia, per così dire, “specializzazione”. La RIO nacque grazie ai fratelli Reno, Nilo e Diego Tattarletti, che a Cernobbio (CO) fondarono nel 1952 la Fratelli Tattarletti e poi, nel 1961 la Stampoplastica, dove venivano realizzati stampi per aziende famose come la Rivarossi, produttrice dei famosi trenini elettrici, e la DUGU che produceva auto modelli di ottima fattura. Dopo aver acquisito moltissima esperienza, i tre fratelli decidono di fare il salto di qualità e, nel 1962, fondano una propria ditta di auto modelli, la RIO. La caratteristica della produzione Rio era rappresentata dall’alta qualità e dalla notevole ricerca del particolare, in un’epoca dove quasi tutte le concorrenti come  Matchbox, Dinky Toys, Corgi Toys, Solido, Norev e, per rimanere in Italia,  Politoys, Mercury, Mebetoys, producevano con criteri industriali, e i loro prodotti erano, per quanto fatti bene, dei giocattoli, mentre i modelli Rio, per la loro elevata qualità e fattura erano destinati solamente ad un pubblico di collezionisti ed appassionati, non certo ai bambini.
Ci fu un grande successo di critica e di pubblico, e la Rio cominciò a commercializzare le riproduzioni della Fiat Itala, Itala Pechino-Parigi, una splendida Fiat 501 Sport fino alla monumentale Isotta Fraschini Tipo 8A tutte rigorosamente in scala classica 1/43. Nel corso degli anni la produzione aumentò sempre più, con modelli che andavano dal 1901 agli anni ’70. Il massimo della produzione arriverà, negli anni 90, ad un catalogo contenente 200 modelli! Auto leggendarie come le Bugatti, la Fiat Balilla, Rolls Royce, Mercedes, Lancia Fulvia coupé’, Alfa Romeo Giulietta, Ferrari 365 GTB/4, Lamborghini Miura, Maggiolino Volkswagen, Fiat 128, Citroen DS 19/21 tutte bellissime ed alcune anche con aperture, diverse prodotte come modelli promozionali e speciali. Purtroppo dalla seconda metà degli anni ’90, con la crisi del giocattolo e del modellismo, comincia la parabola discendente della ditta comasca che, negli anni 2000 verrà acquistata dalla M4 (italiana e produttrice anch’essa di modellini in scala 1/43 ma prodotti in Cina) che per prima cosa sfoltirà il catalogo eliminando i modelli “d’antan” (cioè quelli dal primo ‘900 agli anni ’30) e aumentando anche i prezzi secondo me in maniera esagerata…Nelle foto che allego, troviamo una splendida riproduzione con confezione degli anni ’70, di un autocarro Fiat 18BL Militare, un altrettanto pregevole modello della gigantesca Mercedes Benz 770 di Adolf Hitler con scatola anni ’80, e uno “speciale” sul lancio pubblicitario che la Fiat fece nel 1932 per la Balilla 508, uscito negli anni ’90. Oggi i modelli Rio hanno ancora quotazioni non esagerate, e potrebbe essere una bella idea una collezione composta  da modelli “speciali” e “promozionali” che di solito erano corredati di basetta e con uno o più personaggi.

Nico

Fiat Campagnola AR51-59

Dopo più di venti anni di onorato servizio, la FIAT “Campagnola” AR51-59 fu affiancata e progressivamente rimpiazzata da una nuova vettura da ricognizione sempre prodotta dalla FIAT e denominata “Nuova Campagnola”. Presentata nel 1974 in versione civile, mentre quella militare nel 1976 (con cambio a 4 rapporti e impianto elettrico stagno) e denominata AR76, ed aggiornata in diversi dettagli nel 1979 e chiamata AR76/A (con cambio 5 rapporti). Il modello della TA Models e’ veramente notevole, molto accurato e offerto nelle versioni torpedo, telonata chiusa e telonata aperta. Anche questo è un modello in resina con una piccola lastrina di fotoincisioni e un foglio decals. Il modello da me realizzato è una versione telonata chiusa in scala H0.

Nico

M10 Fisher Tank Division

M10 prodotto dalla Fisher Tank Division

L’M10 fu il primo modello di semovente caccia carri realizzato negli Stati Uniti prodotto dalla Fisher Tank Division.
Il suo scafo derivava da quello dell’M4, aveva una caratteristica torretta scoperta sagomata, ed era armato con un cannone da 76/50.
In Italia i primi gruppi sono costituiti nel 1948 per i Reggimenti Artiglieria delle Brigate Corazzate.
Si inizierà a sostituirli con gli M36 (con cannone da 90/50) nel 1953.
Il modello dell’M10 della Roco Minitanks e’ piuttosto stagionato, ma con qualche accorgimento ed accessorio diventa buono.
Questo era in servizio nella Brigata Corazzata Ariete nel 1950. (nell’ultima foto è insieme ad un M36, che lo sostituirà). In plastica scala H0.

Nico

Ve li ricordate questi?

Buongiorno a tutti!
Ve li ricordate questi?
Ritrovamento fortuito in un vecchio magazzino qui a Roma.
Chi si ricorda di questi modellini di aerei (erano ben 16 e tutti biplani) che regalavano allegati ai formaggini della Locatelli?
Erano nella stranissima scala 1/96 ed il periodo della loro commercializzazione, mi pare di ricordare, era fine anni’60, inizi ’70.
I modelli erano formati da pochi pezzi, discreti e abbastanza semplici da assemblare, le decals erano di carta e terrificanti!

Nico

Autocarro Fiat 639 N2 scala 1/87

Mattatore della categoria degli autocarri “medi” fu il Fiat 639 N2 oppure CM52 classificato anche come modello 6601.
Macchina leggendaria, generosa e affidabile, venne costruita in più di 12.000 esemplari.
Era faticoso nella guida perché’ sprovvisto di servosterzo, ma era indistruttibile.
Aveva un motore diesel a 6 cilindri in linea ed ebbe anche un buon successo d’esportazione.
L’ottimo e fedele modello è della TA Models in resina con lastrina di accessori in fotoincisione.
Bisogna pulire i pezzi dalle bave ed eventualmente stuccare alcune parti.
Il montaggio non è facilissimo; più che altro per le minuscole parti visto che la scala è 1/87, il telone è termoformato (vacuform) e bisogna tagliarlo a misura, drammatici i trasparenti, che ho dovuto tagliare a misura per inserirli nei finestrini…
Fogliettino istruzioni per il montaggio abbastanza chiaro. Un po’ vaghi i consigli per la colorazione. In resina scala H0.

Nico

Il Collezionismo

… la mia passione

Il collezionismo è un hobby che consiste nella raccolta di oggetti di particolari categorie (che possono essere innumerevoli).
L’insieme di oggetti raccolti, vengono chiamati “collezioni”.

Alcuni collezionisti scelgono di concentrarsi su un particolare tipo di oggetti, altri preferiscono collezioni più generali, è per me questo è un grande rischio, perché’ vi ritroverete la casa traboccante di roba (conosco gente così)…

Negli ultimi anni (da almeno 15/20) la passione nel raccogliere oggetti si è evoluta e ampliata, raggiungendo molte quote di popolazione.
I motivi sono essenzialmente l’ampia possibilità di scelta e, grazie alla globalizzazione ed al web, la possibilità di acquistare praticamente ovunque.

Inoltre, se l’unità di misura diventa il valore degli oggetti, non si può definire “minore” la collezione di gadget, pupazzetti, automobiline, francobolli, monete, (ecc. ecc.), in quanto alcuni di essi, hanno raggiunto quotazioni stratosferiche.

Dal punto di vista degli elementi intrinseci, qualsiasi oggetto presenta caratteristiche “importanti”, quali aspetti artistici e storico antropologici, oppure hanno il potere di risvegliare ricordi e sentimenti nostalgici.

Quindi la voce “collezionismo” serve a definire la passione per un determinato tema scelto dal collezionista stesso.
Il collezionismo inoltre ha innumerevoli sfaccettature, perché’ ormai si raccoglie di tutto e per tutto.

La mia “faccia” è quella dell’aspetto modellistico, giocattoli e giochi.
In questo spazio pubblicherò recensioni su questi argomenti specifici e, se avrete la pazienza di leggerle, magari riuscirò a risvegliare in voi ricordi piacevoli ed a condurvi, se ancora non lo avete fatto, sull’emozionante strada, a volte tortuosa ma allo stesso tempo soddisfacente, del collezionismo…

Un caro saluto a Tutti!

Nico